CASINO ONLINE LEGALI?

19 Novembre 2006

E’ arrivato il giorno tanto atteso da un paio di mesi a questa parte: la scadenza del termine per la presentazione delle domande di partecipazione al Bando indetto dai Monopoli di Stato per l’assegnazione delle sedicimila concessioni di gioco ippico e sportivo. Aams ha già comunicato ieri che sarà improbabile avere numeri e indiscrezioni finché l’ufficio amministrativo non avrà ultimato la conta delle documentazioni presentate e avrà effettuato una prima scrematura tra le domande regolari e quelle che non presenteranno i requisiti richiesti dal Bando stesso. C’è attesa soprattutto per le offerte che arriveranno dall’estero. Stanley Leisure aveva già detto che avrebbe deciso all’ultimo minuto; Ladbrokes plc aveva già pronto il suo pacchetto di offerta; Paddy Power stava alla finestra come William Hill e altri operatori anglosassoni spinti in Italia in seguito alle leggi ostili emanate in Usa contro il gambling. Nella giornata di ieri era saltata fuori a sorpresa Lottomatica che fino ad ora era rimasta in disparte.

Aams va avanti nonostante i ricorsi che continuano ad arrivare al Tar Lazio. C’è tempo fino al quindici novembre o giù di lì, quando i Monopoli comunicheranno i risultati della gara.

UFFICIALE! I CASINOS DI MACAO SUPERANO LAS VEGAS CASINOs!

19 Novembre 2006

Con i 7 miliardi di dollari di fatturato dei suoi casinò, l’ex colonia portoghese ha strappato a Las Vegas il primato di capitale mondiale del gioco d’azzardo. Merito dei tycoon del Nevada. E della posizione strategica: 3 miliardi di ricchi, potenziali clienti sono a meno di 5 ore di volo dalla città.

Un jackpot di 7 miliardi di dollari. È il fatturato dei casinò di Macao, che quest’anno ha strappato a Las Vegas il primato di capitale mondiale del gioco d’azzardo. Scommettendo cifre astronomiche sull’ex colonia lusitana, restituita nel 1999 alla madrepatria cinese dopo 442 anni di dominazione portoghese, i magnati americani dell’industria del «gambling» non hanno investito a vuoto: nel 2006 oltre 20 milioni di turisti-giocatori si sono avvicendati ai tavoli del baccarat e della roulette che si moltiplicano a ritmo frenetico nella «città del peccato» alla foce del Fiume delle Perle.
La minuscola penisola sul litorale del Guangdong (23 chilometri quadrati, mezzo milione di abitanti) ha sempre avuto una pessima reputazione.

Concessa ai portoghesi nel 1557 perché ne facessero un baluardo contro i pirati che imperversavano lungo le coste meridionali dell’Impero celeste, divenne un emporio commerciale frequentato da trafficanti di oppio e di schiavi, disertori, prostitute, usurai, fuggiaschi e truffatori d’ogni risma. Uno scandalizzato monaco francescano descriveva così la vita della colonia nel 1740: «Lussuria, rapine, tradimenti, bische, ubriachezza e altri vizi».
Bastione del proselitismo cristiano in Cina (di qui prese le mosse il gesuita Matteo Ricci), Macao è stata anche il punto d’incontro tra Oriente e Occidente, il luogo dove «per più di quattro secoli» scrive Tiziano Terzani «sono passate le idee e le merci, le speranze e le delusioni di tutti i malati d’Asia: avventurieri e studiosi, missionari e banditi, santi, eroi e mercanti».

Il suo declino era cominciato con l’ascesa della vicina Hong Kong britannica e nella seconda metà del Novecento sembrava condannata a morire d’inedia: fatiscente propaggine d’oltremare di una potenza in disarmo, era destinata a essere inghiottita dalla Cina comunista.
I seminari e le chiese barocche andavano in rovina. Nei vicoli della città vecchia, dove le taverne servivano baccalà con vinho verde e le botteghe profumavano di spezie e d’incenso, i palazzi coloniali si svuotavano. La sola attività che la teneva ancora in vita era il gioco d’azzardo.

Macao era L’enfer du jeu del celebre film di Jean Delannoy: i casinò galleggianti, le fumerie d’oppio, le chiromanti sdentate, gli omicidi, i gangster, i sequestri, i ricatti degli usurai. Nel 1999 l’enclave contava una decina di casinò: erano apparse le prime slot machine, le «tigri affamate», ma i clienti continuavano a preferire i passatempi tradizionali come il fan-tan, gioco che consiste nell’indovinare il numero dei bottoni su una cordicella, il dai-siu, i dadi, e il pai-kao, il domino.
Le Triadi, le mafie cinesi, controllavano i bordelli e il traffico di eroina. Ma il boss dei boss, il padrino e il padrone di Macao era, ed è ancora, il tycoon cinese di origine scozzese Stanley Ho, il «dottor Ho».

Quando all’inizio del Secondo conflitto mondiale Hong Kong fu occupata dai giapponesi, Ho si rifugiò nella colonia portoghese dove, nel 1961, si aggiudicò la licenza per la gestione del gioco d’azzardo: un monopolio che ha resistito 40 anni e che ha generato un’immensa fortuna. L’impero di Stanley Ho, oggi ultraottantenne, quattro mogli e una ventina di figli, 84° nella classifica degli uomini più ricchi del pianeta stilata dalla rivista Forbes, spazia dalla Cina al Vietnam, dalla Corea del Nord alle Filippine.
A Macao la sua holding, Sociedade de turismo e diversoes de Macau (Stdm), possiede alberghi di lusso, immobili, banche, grandi magazzini, il 37 per cento dell’aeroporto internazionale, il totocalcio, il cinodromo e la più grande flotta di aliscafi veloci del mondo: i «jetfoils» che ogni giorno trasportano migliaia di turisti-giocatori da Hong Kong.

CASINO DI MACAO MEGLIO DEI LAS VEGAS CASINOS?

19 Novembre 2006

  Sociedade de jogos de Macau, controlla 16 dei 22 casinò attualmente in attività sulla penisola. Ma il «dottore», per restare a galla, ha dovuto ingaggiare una feroce battaglia con i concorrenti arrivati da Las Vegas.
Il temuto ritorno di Macao alla madrepatria, dove i casinò sono illegali, ha avuto conseguenze inaspettate. Convertiti al «capitalismo socialista», i dirigenti di Pechino hanno deciso di sfruttare al meglio l’innata passione dei cinesi per il gioco trasformando l’ormai obsoleta industria dell’azzardo in un’impresa globale aperta agli investitori stranieri.

La prima mossa è stata sbattere in galera «Dente rotto», al secolo Wan Kuok-koi, capo della potente Triade 14K, facendo piazza pulita della vecchia malavita organizzata, legata a doppio filo con Stanley Ho. La seconda, spezzare il monopolio del «dottore» concedendo licenze ai grandi gruppi internazionali.
La terza, aprire le frontiere della zona a statuto speciale consentendo il libero accesso agli oltre 100 milioni di cinesi di Hong Kong e della provincia del Guangdong. Risultato: 30 miliardi di dollari d’investimenti esteri in meno di cinque anni, 60 nuovi alberghi in costruzione, faraonici parchi a tema, strepitoso boom del turismo e del settore immobiliare, rilancio in grande stile della sonnolenta economia dell’ex colonia.

Il più veloce a saltare sul dragone è stato il re di Las Vegas Sheldon Adelson, figlio di un tassista lituano e di un’operaia tessile ucraina e undicesimo uomo più ricco d’America con un patrimonio di oltre 10 miliardi di dollari. In un solo anno ha recuperato i 265 milioni di dollari investiti nella costruzione del Macau Sands, 350 tavoli e 800 slot machine, che all’apertura nella primavera 2004 è stato preso d’assalto da una folla di 30 mila giocatori.

Il successo della fantasmagorica formula americana ha spinto Adelson a lanciarsi in un progetto ancora più ambizioso: 20 hotel-casinò che replicheranno la Strip di Las Vegas sul terreno recuperato dal mare tra le isolette di Taipa e Coloane, dove sta per essere ultimato un clone del mitico Venetian del Nevada, completo di gondole, Canal Grande, campanile di San Marco e albergo con 3 mila suite.
E il suo arcirivale, Steve Wynn, l’inventore del concetto Las Vegas-Disneyland per adulti, proprietario del Golden Nugget, del Bellagio e del Treasure Island, non è rimasto al palo.

In agosto ha inaugurato il lussuoso Wynn Resort, costato 700 milioni di dollari, e ha già dato il via a un megaprogetto da 1,2 miliardi per realizzare un complesso di 600 stanze con 200 tavoli verdi, 340 slot machine, una discoteca di 28 mila metri quadrati e sale vip per i clienti di riguardo (puntata minima richiesta: 1.500 dollari).
Altri agguerriti concorrenti americani e australiani si sono fatti avanti: Mgm Mirage, Galaxy Entertainment, Publishing & Broadcasting. Il «dottor Ho», nel frattempo, non si è perso d’animo. Il 70 per cento del mercato è ancora nelle sue mani.

L’antiquato e fumoso Lisboa, simbolo della Macao coloniale, continua a richiamare la consueta fauna di clienti cinesi, loschi strozzini, prostitute russe e thailandesi. Ma il core business è altrove. Nei 40 piani e nelle 800 sale del Grand Lisboa, di prossima apertura, costato 2 miliardi di «patacas» (250 milioni di dollari).
E nell’immane Fisherman’s Wharf, inaugurato in gennaio: 14 ettari di puro kitsch in stile Las Vegas, con tanto di Colosseo, templi tibetani, divinità greche, un vulcano alto 40 metri con eruzioni programmate, piscine per spettacoli nautici, 150 ristoranti e negozi. E l’immancabile casinò.

Ma neppure le Triadi restano a guardare, anche se la presenza di una nutrita guarnigione dell’esercito popolare le costringe a mantenere un basso profilo. Il futuro di Macao si decide proprio al tavolo della roulette. E il colossale giro d’affari delle sale da gioco autorizzate, delle bische clandestine, dell’usura e del boom immobiliare è un boccone troppo invitante per la malavita organizzata.
In agosto, nel campo di golf di Zhuai, la polizia ha trovato i cadaveri di Chao Yeuk-hong e di suo marito con la gola tagliata. Yeuk-hong, alias Sister Cat, era la direttrice delle sale vip al Lisboa, il vecchio casinò di Stanley Ho.

gambling on line

12 Novembre 2006

Per rinsaldare i legami con la destra religiosa in vista delle elezioni americane di mezzotermine del 7 novembre, la maggioranza repubblicana al Congresso ha approvato un divieto per i giochi d’azzardo e le scommesse su Internet. George W. Bush ha subito controfirmato il provvedimento, che impedisce anche agli istituti delle carte di credito di incassare le puntate dei giochi online. Era una vecchia richiesta degli integralisti cristiani, bollata come neoproibizionista da milioni di appassionati e considerata una calamità dalle società del settore. Gli Stati Uniti rappresentavano infatti il 50% del mercato globale dei casinò virtuali, valutato oggi in 12 miliardi di dollari e destinato a raggiungere nel 2010 i 24 miliardi.
Risultato: PartyGaming, la maggiore società di poker su Internet, che ha sede a Gibilterra, ha bruciato 7 miliardi di dollari di capitalizzazione di borsa. Le quotazioni di un’altra azienda del comparto, la 888 Holdings, anch’essa con sede a Gibilterra, hanno perso il 35%. “Ma dal caos nascono sempre nuove opportunità e noi le afferreremo”, ha commentato ottimista l’ad di PartyGaming, Mitch Garber, facendo capire che, grazie alla globalizzazione e all’onnipresenza del web, il baricentro del gruppo si sposterà ora verso i Caraibi e verso l’Europa, dove si preferisce regolamentare il gioco online piuttosto che proibirlo.
E’ poco probabile che il divieto imposto dai repubblicani in nome di logiche politicoreligiose abbia l’effetto elettorale sognato da Bush. L’appuntamento di “midterm”, che la settimana prossima porterà al rinnovo di tutta la Camera e di un terzo del Senato, si prospetta molto difficile per la destra. Secondo David Brooks, il “columnist” del “New York Times”, negli ultimi 25 anni i conservatori hanno lasciato un marchio nella politica e nella economia americana – basti pensare alla deregulation, al monetarismo, alla riduzione delle tasse – ma ora la loro spinta propulsiva si è esaurita. In questo clima è probabile che i repubblicani perdano il controllo almeno di un ramo del Congresso. A prevederlo non sono solo i giornali o i sondaggi d’opinione, ma anche (aggirando i divieti) i siti di scommesse online. Basta cliccare sui più famosi tradesports.com, www.intrade.com, www.betfair.com – per rendersi conto non solo della vivacità delle puntate politiche, ma anche della scarsa fiducia sulla performance di Bush e dei suoi.
Per Ladbrokes, il celebre bookmaker britannico, i democratici sono favoriti per la camera 4 a 11. Un orientamento analogo – 65% di probabilità che i repubblicani perdano la camera – emerge anche da un sito molto particolare: www.biz.uiowa.edu/iem. Appartiene all’Università dell’Iowa che, per motivi didattici e di ricerca, ha creato nel dipartimento di business un mercato sperimentale delle scommesse online, che sono del tutto legali grazie alla natura “scientifica” del progetto.

GAMBLING ON LINE

11 Novembre 2006

A poche ore dall’annuncio circa la decisione della Commissione Europea in merito alle nuove procedure di infrazione per presunte restrizioni ai servizi per il gambling da parte di almeno 8 paesi europei, i parlamentari della Commisisone Mercato Interno hanno fatto sapere di essere intenzionati a chiedere alla Commissione stessa di assumere una posizione definitiva sul settore del gioco d’azzardo.
I parlamentari, attraverso la britannica
Arlene McCarthy, fanno sapere di essere d’accordo con le procedure di infrazione avviate nell’aprile scorso a sette paesi membri ( tra cui l’Italia), ma chiedono anche cosa intende fare la Commissione per “sviluppare una norma sul gioco d’azzardo on line” , uno strumento che i parlamentari sperano “ possa garantire la tutela dei consumatori e dei minori consentendo agli operatori affidabili di esercitare una attività nella piena legalità”

on line casino

11 Novembre 2006

Il governo modifica  le norme della Finanziaria 2006 che hanno portato all`oscuramento da parte dei Monopoli di stato di oltre 600 siti esteri di giochi e scommesse privi di autorizzazione. Ponendo fine al contenzioso in corso (civile e amministrativo), ma soprattutto a due procedure di infrazione (la n. 4179 e 4379) che Bruxelles ha avviato contro l`Italia con altrettante lettere di messa in mora. Allo stesso tempo affida all’Amministrazione dei Monopoli di Stato il compito  il compito di fissare le nuove regole per procedere alla rimozione dell`offerta, attraverso le reti telematiche o di telecomunicazione, di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle norme di legge o di regolamento o delle prescrizioni definite dalla stessa amministrazione. Il testo di FINANZIARIA 2007 , al capitolo 5 , commi 29 e 30 , stabilisce infatti che, in coerenza ai principi recati dall’articolo 38 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ed al fine di contrastare la diffusione del gioco irregolare ed illegale, l’evasione e l’elusione fiscale nel settore del gioco, nonche´ di assicurare l’ordine pubblico e la tutela del giocatore, con uno o piu` provvedimenti del Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato sono stabilite
le modalita` per procedere alla rimozione dell’offerta, attraverso le reti telematiche o di telecomunicazione, di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle norme di legge o di regolamento o delle prescrizioni definite dalla
stessa Amministrazione. I provvedimenti di cui al presente comma sono adottati nel

rispetto degli obblighi comunitari. A questo articolo il governo ha presentato ieri in Commissione Bilancio un emendamento nel quale si prevede di aggiungere che “L`inosservanza dei provvedimenti adottati in attuazione della presente disposizione comporta l`irrogazione, da parte dell`Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, di sanzioni amministrative pecuniarie da 30.000 a 180.000 euro per ciascuna violazione accertata”. Dalla data di entrata in vigore della presente legge- si legge in un altro emendamento- , i commi da 535 a 538 dell`articolo 1, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono abrogati e cessano di avere effetto tutti gli atti adottati. Per evitare, però, che il 1° gennaio 2007, data di entrata in vigore della nuova manovra, possano tornare on-line i siti non autorizzati, i Monopoli, come scrive Italia Oggi,  invieranno a Bruxelles, già nelle prossime settimane, i provvedimenti attuativi della Finanziaria 2007 per ottenere il via libera (in base alla direttiva 98/34/Ce del 22/6/98 che prevede un procedimento di informazione). E poterli così emanare all`inizio del nuovo anno.

CASINOS

11 Novembre 2006

Il mercato mondiale del gioco on line è in continua espansione: per la fine del 2006 il valore dovrebbe attestarsi intorno ai 15 miliardi. Le scommese sportive rappresentano una fetta del mercato pari al 35,8%. Il 25,1%, invece, è destinato ai giochi on line da casinò, mentre il poker detiene il 20,3% delle entrate complessive. Infine il 15,2% degli incassi è generato dalle Lotterie. Gli esperti vedono in forte ascesa il gioco del poker, che sulla rete raccoglie sempre più adepti. In Europa, uno dei mercati più giovani e dinamici è quello spagnolo, dove nel 2005 i siti specializzati in gioco on line hanno registrato mezzo milione di contatti, con entrate quantificabili in 255 milioni di euro.  

UK CASINO

11 Novembre 2006

A Londra, i professionisti del settore, hanno fatto il punto della situazione, dopo che negli Stati Uniti George Bush ha deciso di proibire i giochi d`azzardo via internet. Nell`incontro che ha avuto luogo all`ippodromo di Ascot, presieduto dal ministro della cultura Tessa Jowell, si è parlato di giochi d`azzardo, e si è concluso che una regolamentazione è meglio del semplice proibizionismo. “Speriamo di diventare un ‘marchio di qualità` per quelle compagnie che si registrano nel Regno Unito”, ha detto la Jowell alla BBC News 24. Vietando l`internet gambling, ha ribadito la Jowell, non si farà altro che incrementare la clandestinità. Nella conferenza stampa, ha infatti ribadito: “Il governo britannico vuole sviluppare una struttura regolatrice che possa essere la più severa nel mondo, a eccezione di quei paesi in cui il gambling è vietato”. La Jowell ha detto nel programma Today della BBC Radio 4, che l`approccio americano è come ‘il nuovo proibizionismo`: “La nostra preoccupazione è che se l`internet gambling fosse vietato, diventerebbe clandestino e allora non  sarebbe più possibile tutelare la gente”. Secondo la legge britannica, fatti salvi i diritti dei minori, chiunque ha il diritto di scommettere. Oggi sono circa un milione i cittadini britannici che scommettono regolamente su Internet, pari a circa un terzo dei giocatori europei.  

casino neteller

11 Novembre 2006

Neteller, il servizio di pagamenti web preferito dai giocatori di casinò online, continuerà ad operare in Usa nonostante la legge ‘anti-gambling` che il presidente Bush potrebbe ratificare in questi giorni. “Rimaniamo in USA, non pensiamo sia un grosso problema” ha dichiarato il vice presidente Bruce Elliott su www.onlinecasinoitalia.com. Secondo alcune stime la metà del giro d`affari delle scommesse mondiali proviene dagli Usa. Come mai allora a Neteller non sono preoccupati?
Per due ragioni: la prima è che l`85 percento dei suoi guadagni deriva da transazioni in Usa e Canada quindi non c`è ragione per lasciare completamente il territorio nord americano. La seconda è che Neteller fornisce un servizio di pagamenti, così come Paypal. Essendo un intermediario le banche e le aziende legate alle carte di credito non effettuerebbero pagamenti diretti verso un sito di scommesse online.
Neteller confida proprio in questo ‘buco` legislativo americano per approfittarne della situazione. In caso di esito positivo Neteller potrebbe essere al centro di tutte le transazioni legate alle scommesse online degli americani. “Pensate che rivincita sarebbe per gli inglesi che hanno dovuto subire il crollo delle azioni dei propri bookmakers proprio a causa della legge anti-gambling americana”, osservano i redattori di onlinecasinoitalia.com.

legalizzato il Poker on line e il Blackjack

11 Novembre 2006

Il governo italiano, dal 1 gennaio 2007, legalizza il Poker on line e il Blackjack, anche se con qualche restrizione. La notizia che è cominciata a circolare in queste ultime settimane nel mercato internazionale dei giochi , sta causando non poca confusione. Tutto nasce dalla entrata in vigore del decreto Bersani che, per dagli addetti ai lavori è subito stato interpretato come il decreto sulla liberalizzazione del mercato . Dal 1 gennaio 2007, si dice, il gioco d’azzardo o nline e off line, comprese le scommesse, sarà regolate in Italia sulla base della normativa europea. Così la notizia, che molti attendevano, è cominciata a circolare con una velocità sorprendente, anche in considerazione del fatto che solo pochi mesi fa proprio l’Italia aveva destato un grande clamore per la decisione di oscurare i siti degli operatori non autorizzati. Con la nuova legge, sostengono molti operatori, il legislatore intende “deregolamentare” due tipi di attività: i giochi di abilità e del scommesse a quota fissa. Il decreto , tra l’altro permetterà di aprire 7.000 negozi di gioco e 10.000 sale bingo (??).
Il fatto è che proprio sulla definizione di “giochi di abilità” si è scatenata la fantasia e la corsa degli operatori esteri. Il poker, per molti bookmakers on line, è un gioco d’abilità.
Chi saranno i nuovi protagonisti del mercato del gambing on-line italiano?  Ladbrokes, primo tra tutti, sostengono sempre i ben informati, seguito da Betfair e William Hill.

“ Il governo italiano finalmente ha deciso di intraprendere questo passo per risollevare le finanze statali” scrive la stampa estera. Il settore delle scommesse sportive ( compreso Totocalcio e Totip) ha prodotto 255 milioni di euro circa nel 2006. In futuro non potrà che andare meglio”. Meglio sarebbe se certi entusiasmi partissero da notizie un po’ meno confuse.